Se avete ereditato o possedete una scultura, una bronzistica o un'opera in rilievo che porta la firma di Mirko Basaldella, avete tra le mani il lavoro di una figura centrale della scultura moderna italiana. La vera domanda è: quanto vale oggi? E come fare a saperlo? Una valutazione corretta dipende da molti fattori, e è proprio per questo che serve l'occhio di chi conosce il mercato di questa particolare stagione artistica.
Mirko Basaldella ha rappresentato uno dei volti più riconoscibili della scultura italiana tra il Novecento medio e la fine degli anni Sessanta. Il suo linguaggio attraversa terreni diversi: dalla ricerca formale di una modernità consapevole fino a una dimensione quasi narrativa che non rinnega il fascino della figurazione. Quello che contraddistingue immediatamente un'opera di Basaldella è la qualità costruttiva, la precisione nel trattamento dei volumi, la tensione verso una bellezza che non sceglie la strada della pura astrazione ma mantiene un legame con la tradizione plastica italiana. In questo senso, il lavoro di Basaldella si muove in una costellazione di ricerche che caratterizzano il panorama scultoreo italiano della prima metà del Novecento, dove l'innovazione del linguaggio formale convive con una consapevolezza storica profonda.
Sul mercato contemporaneo, quello che troverete più frequentemente sono bronzi di varie dimensioni, rilievi in materiali diversi, sculture in marmo o pietra, oltre a una produzione di opere su carta, disegni preparatori e grafica. La disponibilità di queste categorie varia considerevolmente: le sculture di media e grande scala sono meno frequenti, mentre stampe e disegni circolano con una certa regolarità tra i collezionisti e le case d'aste. Anche la ceramica può rientrare nella sua pratica creativa, sebbene con frequenza minore.
Il valore di un'opera di Basaldella sul mercato dipende prima di tutto dal periodo produttivo, dalle dimensioni, dallo stato conservativo e dalla documentazione di provenienza. Un bronzo integro con patina originale, datato e firmato, avrà quotazioni sensibilmente superiori a un'opera danneggiata o priva di certificazione. La presenza di cataloghi ragionati, di perizie storiche o di provenienza da collezioni note aumenta la credibilità e, di conseguenza, l'interesse dei collezionisti. Anche la tecnica conta: un originale in marmo non avrà lo stesso profilo di una fusione in bronzo, e una scultura autonoma non si comporterà come un rilievo o un'opera decorativa.
Nel valutare concretamente quello che possedete, cercate innanzitutto la firma: su una scultura, è spesso sul fianco o sulla base; su carta, in angolo o in calce. Controllate che la firma sia coerente con l'epoca presunta dell'opera. Osservate la patina del bronzo, se presente, e verificate che non ci siano restauri invasivi o manomissioni. Fotografate bene le etichette sul retro, gli adesivi di mostre o collezioni passate: sono tracce preziose. Lo stato di conservazione, non importa quanto apparentemente mediocre, va comunicato con trasparenza: è il primo dato che un esperto valuta.
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