Se avete ereditato un dipinto di Mattia Moreni oppure lo avete scoperto in una soffitta, in uno studio d'artista dismesso o semplicemente state valutando se metterlo sul mercato, la prima domanda che vi porrete è: quanto vale oggi? La risposta non è semplice e dipende da molti fattori che solo una perizia attenta può chiarire. Ma procediamo con ordine, perché capire chi fosse Moreni e cosa rappresenti la sua ricerca artistica è il primo passo per orientarsi.
Mattia Moreni è stato uno dei protagonisti dell'arte informale italiana del dopoguerra, un movimento che ha profondamente rinnovato il linguaggio figurativo del nostro paese tra gli anni Quaranta e i decenni successivi. La sua pratica si situa in quella stagione di sperimentazione dove il colore, il gesto e la materia stessa diventano protagonisti assoluti, liberati dalle costrizioni della rappresentazione tradizionale. Moreni ha lavorato principalmente su tela e carta, creando composizioni dove la gestualità e l'equilibrio cromatico generano ritmi visivi intensi, spesso caratterizzati da una dialettica affascinante tra ordine e spontaneità.
L'importanza di Moreni nel contesto dell'arte italiana del secondo Novecento risiede nella sua capacità di coniugare influenze costruttiviste con una libertà espressiva che lo accostava ai grandi maestri dell'informale europeo. La sua figura, attiva dal 1920 fino al 1999, abbraccia dunque quasi un intero secolo di storia dell'arte, testimoniando l'evoluzione del linguaggio moderno attraverso le sue stesse trasformazioni stilistiche.
Sul mercato contemporaneo è possibile trovare diverse tipologie di opere di Mattia Moreni: olii su tela di varie dimensioni, talvolta di notevole formato, opere su carta realizzate con tecniche miste, disegni a matita e carboncino, nonché stampe e litografie. Le opere variano notevolmente in termini di periodo di realizzazione e di maturità stilistica, il che influisce significativamente sulla loro ricercatezza presso i collezionisti.
La valutazione di un'opera di Moreni non è standardizzabile: il prezzo dipende dalla tecnica impiegata, dalle dimensioni, dallo stato di conservazione, dalla presenza di firma e datazione ben leggibili, dalla provenienza documentata e soprattutto dalla qualità intrinseca del lavoro. Un olio importante può raggiungere quotazioni molto significative, mentre disegni e opere minori si assestano su fasce di prezzo più contenute. Il mercato tiene conto delle ultime aggiudicazioni pubbliche e della domanda tra collezionisti specializzati.
Prima di pensare a una stima o a una vendita all'asta, osservate attentamente l'opera: cercate la firma, controllate la datazione, verificate se sul retro della tela o della carta ci sono etichette di mostre, gallerie storiche, numeri di catalogo o dichiarazioni di autenticità. Lo stato conservativo è cruciale: restauri invasivi o danni significativi alterano sensibilmente la quotazione. Fotografate l'opera in buona luce, sia fronte che retro.
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