Se avete ereditato o possedete incisioni antiche e vorreste sapere se si tratta di opere di valore, siete nel posto giusto. Le incisioni hanno costituito per secoli uno dei principali mezzi di diffusione dell'arte e della cultura in Europa, e oggi rappresentano un segmento affascinante del mercato antiquariale. Una valutazione corretta dipende però da fattori specifici che solo un'analisi professionale sa identificare con certezza.
Le incisioni antiche sono fra i testimoni più eloquenti della storia artistico-culturale europea. Dalle xilografie medievali alle acqueforti rinascimentali, dalle incisioni su rame del Seicento alle sofisticate tecniche di calcografia del Settecento e Ottocento, ogni epoca ha sviluppato linguaggi visivi peculiari. Quella che comunemente viene definita "grafica storica" abbraccia dunque un arco temporale molto ampio e una varietà straordinaria di tecniche: l'incisione propriamente detta, l'acquaforte, l'acquatinta, la litografia, fino alle tecniche ibride che caratterizzano la fine dell'Ottocento. Ciascuna di queste rappresenta un mondo di sperimentazioni, maestranze e qualità esecutive profondamente diverse.
Quello che rende riconoscibile un'incisione autentica è innanzitutto il segno inciso o stampato: il tratto ha una qualità materiale inconfondibile, spesso visibile ad occhio nudo sotto una luce radente. Le incisioni antiche non erano oggetti di lusso esclusivo, ma opere destinate a circolare fra i collezionisti colti, gli artisti, le accademie. Questo le rese straordinariamente importanti per la diffusione del gusto e delle mode artistiche attraverso tutta l'Europa.
Sul mercato di seconda mano le incisioni si trovano oggi in forme molto diverse: fogli singoli, raccolte, libri illustrati, album di stampe, talvolta ancora montate su supporti originali. Spesso sono pezzi smontati da collezioni storiche, venduti singolarmente dai mercanti di stampe, oppure conservati in condizioni sorprendentemente buone entro armadi e cassapanche di case private. Le dimensioni variano dalla piccola vignetta ai grandi fogli destinati a decorare le dimore signorili.
Il valore di un'incisione antica dipende prima di tutto dalla sua rarità, dall'incisore o dall'editore, dal periodo di produzione, dalle dimensioni, dalla tecnica impiegata e dallo stato conservativo. Una prima tiratura è generalmente più pregiata di ristampe successive. La presenza della firma, la documentazione storica, l'eventuale iscrizione di provenienza o l'appartenenza a collezioni note incrementano sensibilmente le quotazioni. Il mercato per le incisioni antiche è vivace e sofisticato, con oscillazioni dovute al tema rappresentato, al contesto storico-artistico, al numero di esemplari sopravvissuti.
Prima di contattare una casa d'aste, è utile esaminare l'opera a occhio nudo e con una lente d'ingrandimento: cercate la firma o le iniziali dell'incisore, l'eventuale data, il nome dell'editore, etichette sul retro o annotazioni di collezionisti. Lo stato di conservazione è decisivo: macchie d'umidità, pieghe, strappi o restauri pesanti influenzano il valore. Cercate anche la "caratura" della stampa, cioè se si tratta di un'impressione ricercata o di una tiratura più tarda.
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